La nostra protesta

LA NOSTRA PROTESTA

In questa pagina, cercheremo di fare chiarezza sul perché o contro cosa stanno protestando i CEL. Cercheremo anche di capire se questa è una protesta o un cambio d’atteggiamento della categoria.

I punti di cui parleremo sono:

La nostra è una protesta o un cambio d’atteggiamento?

Il contratto dei CEL

Il contratto locale dei CEL a Venezia

Perché io, studente, dovrei appoggiare i CEL?

Perché io, che non sono studente, dovrei appoggiare i CEL?

Allora, contro chi protestano i CEL di Venezia?

Cosa vogliono i CEL?

La nostra è una protesta o un cambio d’atteggiamento?

Questa sarebbe la prima domanda alla quale cercare di dare una risposta. Per noi, il nostro, è un semplice cambio d’atteggiamento, non una protesta. Non riteniamo la nostra una protesta perché quando un lavoratore qualsiasi decide di fare semplicemente ciò per cui viene pagato, non dovrebbe essere considerata come una protesta. I CEL di Ca’ Foscari hanno deciso di limitarsi a fare quello che devono fare, smettendo di fare tutte le altre attività che per decenni hanno fatto oltre ai loro doveri contrattuali, cioè, hanno deciso di smettere di lavorare gratis.

Per poter capire cosa devono fare i CEL secondo il loro contratto e quante cose hanno fatto oltre il loro contratto, la prima cosa da fare è capire com’è e cosa dice questo contratto.

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Il contratto dei CEL

Prima di parlare del contratto, conviene spiegare da dove arriva. In modo molto schematico possiamo dire che:

  • l’inizio della storia dei CEL ha luogo nel 1958 con la Legge 349, dove viene equiparata la figura del lettore di madre lingua a quella dell’assistente universitario.
  • Nel 1980 con la Legge 382, l’assistente diventa ricercatore e si rompe questa equiparazione e, l’art. 28 di questa Legge lancia un duro attacco ai lettori (rapporto di lavoro non più subordinato, niente trattamento assistenziale, contratto annuale con un massimo di 5 anni, ecc.)
  • I lettori cominciano a fare cause contro le università, sia presso le corti italiane sia europee. Le cause sono vinte dai lettori.
  • La risposta del Governo arriva nell’anno 1995 con la Legge 236, dove si cancella la figura del lettore e si crea la figura CEL… in parole povere: si cambia l’etichetta ma si mantiene la scatola. Cambiando nome alla categoria, si deve cominciare da capo l’iter giudiziario, e tutti sappiamo bene che in Italia questo vuol dire decenni.
  • Dal 1995, i CEL sono nel Contrato Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) comparto università.

Quindi, il primo CCNL dove appare la figura CEL è quello del 94-97, più concretamente nell’Art. 51 CCNL 94-97

I successivi CCNL non riescono a cambiare nulla, anzi…

  • CCNL 98-01: Un articolo, il 52 è dedicato ai CEL: “In apposita sequenza contrattuale, da attivare entro sei mesi dalla sottoscrizione definitiva del presente CCNL con i soggetti sindacali firmatari, sarà ridefinito il trattamento giuridico ed economico, compresi gli aumenti della retribuzione fondamentale ed accessoria, dei collaboratori ed esperti linguistici”. Ma questo NON È MAI SUCCESSO, con la conseguente perdita di stipendio. Nel biennio economico 00-01 art. 22 si aggiorna il trattamento (senza ricuperare la perdita precedente) e si indica che si darà applicazione alla sentenza della Corte di Giustizia Europea della causa C-212/99 (perché anche la Corte di Giustizia Europea di ha dato ragione) dove si riconosce il diritto dei Lettori (e secondo la Corte di Cassazione, anche dei CEL) ad avere riconosciuti i loro diritti acquisiti (anzianità, per capirci). Ma, come si può applicare l’anzianità in sede locale e non nazionale? Ecco un altro esempio di disparità di trattamento.
  • CCNL 02-05: aggiornamento retributivo
  • CCNL 06-09: in vigore attualmente, manda ancora una volta ad una sequenza contrattuale il trattamento giuridico della categoria. A data d’oggi, con contratto scaduto, non solo non si è conclusa la sequenza contrattuale, ma non è mai stata aperta (anche se la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane ne ha chiesto l’apertura).

A Venezia i CEL hanno un contratto locale integrativo, anche questo scaduto, dove vengono indicate le attività che devono fare i CEL, perché se andate a controllare l’art. 51 del CCNL di cui si parlava prima, vedrete che non si dice niente su cosa esattamente fanno i CEL.

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Il contratto locale dei CEL a Venezia

Tutto sommato, durante questi lunghi 30 anni di storia, la situazione locale dei CEL veneziani non è tra le peggiori (ma neanche tra le migliori), c’è sempre stato dialogo e intesa tra amministrazione locale e CEL. Logicamente, se la figura CEL non è definita, se a livello nazionale viene negata l’evidenza sui CEL, ecc. a livello locale non si può manovrare in modo molto diverso: non si può oltre la Legge a livello locale.

Il contratto locale dei CEL a Venezia, per quanto riguarda le attività da svolgere, è un testo del lontano 1998, si fa riferimento all’art. 6, che copiamo:

Art. 6 Compiti dei collaboratori ed esperti linguistici
1. I collaboratori ed esperti linguistici concorrono all’insegnamento delle lingue straniere con funzioni distinte da quelle dei ricercatori e professori. In particolare svolgono i seguenti compiti:
a) tenuta di cicli di esercitazioni per l’apprendimento e il perfezionamento della lingua orale e scritta, anche in forma seminariale, di laboratorio linguistico e di tutoraggio di gruppo agli studenti e laureandi;
b) selezione, preparazione e aggiornamento dei materiali didattici utilizzati nelle attività di cui al precedente punto a), sulla base di esplicita richiesta dei docenti di riferimento e/o dei responsabili delle strutture didattiche di Ateneo presso le quali il collaboratore ed esperto linguistico espleta le sue mansioni (audiovisivi, lucidi e schemi complessi, test di particolare lunghezza e complessità, programmi a computer, ecc.), collaborazione con i docenti di riferimento nella preparazione di analogo materiale di supporto per corsi ufficiali impartiti nelle Facoltà, collaborazione con i docenti incaricati di selezionare materiale didattico e bibliografico da acquistare;
c) sorveglianza, assistenza e collaborazione tecnico linguistica alle prove di esame o di idoneità e partecipazione alla preparazione delle stesse, collaborazione alle operazioni di correzione, ivi incluse la preparazione, somministrazione e correzione di test di livello, di apprendimento e di profitto per i corsi di lingua; conformemente all’art. 51 comma 4 del CCNL, l’eventuale partecipazione alle commissioni d’esame è computata nel monte ore annuo;
d) ricevimento e assistenza agli studenti e ai laureandi, correzione linguistica di elaborati, di tesi e tesine;
e) partecipazione a riunioni di lavoro o aggiornamento organizzate dal CLI o dalle strutture didattiche di Ateneo presso le quali il collaboratore ed esperto linguistico espleta le sue mansioni.

Come si può vedere, i CEL non devono correggere esami in autonomia o fare esami orali, i CEL non fanno lezioni o tengono corsi, ecc. Questa non è evidentemente una scelta di Ca’ Foscari, ma è un’imposizione nazionale: finché non si cambierà il profilo giuridico del CEL, non si potrà riconoscere ciò che fa veramente.

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Perché io, studente, dovrei appoggiare i CEL?

Lo studente italiano, che fa un “corso” (ciclo di esercitazioni) annuale con il “lettore” (CEL), s’impegna, studia, impara… ma, ufficialmente, il riconoscimento di tutto questo (cioè, il voto) non viene dato alla “materia” che ha studiato e imparato: la lingua, ma al corso ufficiale. I voti vengono uniti e registrati sotto l’esame del Docente (insistiamo, per questioni legali, non si può fare diversamente). Il CEL insegna la lingua: a parlare, a scrivere, la cultura dietro questa lingua, a costruire e usare un codice diverso (inglese, tedesco, cinese…), il Docente insegna la riflessione teorica su quella lingua, la teoria di quella lingua. In parole molto povere, ma crediamo anche chiare, il CEL insegna a costruire un motore, a sistemarlo; il Docente insegna le regole e leggi fisiche per poter disegnare un motore.

Se la funzione didattica dei CEL viene riconosciuta, se i CEL possono fare esami e registrarli, lo studente avrebbe sul suo CV un voto per la lingua e un altro voto per la teoria di questa lingua. A nostro parere, questo non fa altro che dare un valore aggiunto a questa laurea. Oltre al fatto che adesso, ufficialmente, un laureato in lingue ha ricevuto 90 ore ufficiali di lezioni di lingua in TUTTA la laurea (90 per lingua), cifra “ufficiale” che è ridicola e ben lontana dalla realtà, dove le ore di lezioni reali sono 360 di CEL e 90 del Docente. E questo è un numero ben più consistente.

Inoltre, i CEL lavorano anche al Centro Linguistico di Ateneo (CLA) dove tengono corsi di lingua sia per studenti di Ca’ Foscari, sia per la cittadinanza, offrendo un servizio di altissima qualità e aprendo le aule universitarie al territorio. Ma al CLA si insegna anche italiano per stranieri: un servizio importantissimo per molti, sia per gli studenti stranieri che vengono a Venezia con programmi di scambio (ad esempio Erasmus) sia per immigrati che vogliono imparare la lingua italiana (o perfezionarla, o migliorare la scrittura…). Perché questi corsi non devono avere il riconoscimento di un qualsiasi altro corso universitario? Perché lo studente che fa un corso presso l’università non può avere un certificato che dica che ha fatto un corso con un insegnante?

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Perché io, che non sono studente, dovrei appoggiare i CEL?

Crediamo che avere un sistema universitario basato sul lavoro volontario delle persone (se i CEL facessero soltanto quello che devono, abbiamo visto che sarebbe impossibile assicurare il servizio), un sistema dove ciò che è scritto sulla carta non corrisponde con la realtà, un sistema dove non viene ufficialmente riconosciuto quello che fa e sa lo studente, sia un sistema da rivedere, da aggiustare. Oltre al fatto che, qualsiasi lavoratore ha diritto alla dignità: se il CEL fa lezioni e esami, ma non viene riconosciuto, viene lesa la dignità di queste persone alle quali vengono applicati eufemismi per non dire ciò che fanno “esercitazioni”, “prova”, “Collaboratore Linguistico”…

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Allora, contro chi protestano i CEL di Venezia?

Noi CEL protestiamo contro l’assurda situazione in cui ci troviamo. Il Rettore Carraro, nel discorso d’insediamento del 3 novembre 2009 disse: “Da anni, purtroppo, sono [i CEL] in una situazione svantaggiata dal punto di vista salariale, incomprensibile dal punto di vista della figura giuridica: non sono insegnanti, non sono tecnici. Credo che era un impegno in campagna elettorale , voglio risolvere questa questione e dare a loro uno statuto d’insegnante a Ca’ Foscari che permetta di guadagnare abbastanza e vedere riconosciuto in modo adeguato il lavoro che fanno.” Abbiamo atteso il risultato di tutto il lavoro che hanno fatto il Rettore ed il Prof. Balboni per cercare di trovare un modo di concretizzare quest’idea, purtroppo non è stato possibile per questioni legali nazionali.

Come CEL crediamo che, purtroppo, una situazione come questa non si risolva a livello nazionale finché non diventerà una priorità nazionale. A questo punto le possibilità erano due: entrare in sciopero e creare grandissimi disagi a tutti, o decidere di dimostrare con tranquillità e toni pacati, che il sistema, com’è adesso, non funziona e bisogna cambiarlo, bisogna intervenire. Questa è la nostra protesta, è una protesta che cerca anche di aiutare Ca’ Foscari, dando dati di fatto per una richiesta energica di soluzione di un problema di tutti i cafoscarini, cercando anche di creare il minor disaggio agli studenti.

Come CEL abbiamo spedito una lettera al Rettore e ai membri del Senato Accademico spiegando il perché e cercando di chiarire che la nostra “protesta” non è contro Ca’ Foscari, anzi, è una “protesta” che cerca d’aiutare tutti. Ecco il testo della nostra lettera:

Gentili Membri del Senato Accademico,

i Collaboratori ed Esperti Linguistici dell’Ateneo, riuniti in assemblea il giorno 17 maggio, scrivono il presente testo per sottoporre alla Vostra attenzione alcune decisioni prese dalla categoria che crediamo siano di Vostro interesse e di interesse dell’intera comunità cafoscarina.
Come ben sapete, la figura dei CEL/Lettori è una figura controversa e con una storia che annovera circa 30 anni di contenziosi dovuti alla poca chiarezza legislativa e normativa della categoria. È una figura non bene definita e molti problemi sono derivati in questi anni da questa poca chiarezza (non riteniamo questo il luogo per entrare nei dettagli di problemi a tutti noti). I CEL di Ca’ Foscari, per molti anni, si sono distinti non solo per la professionalità con cui hanno svolto le loro attività ma anche per un’enorme generosità nei confronti dell’Ateneo e gli studenti, realizzando attività per cui non venivano pagati o che non erano loro riconosciute. Questo è sempre stato fatto perseguendo l’idea di appartenenza ad una comunità scientifica, dove si è sempre cercato di fare il possibile (senza guardare contratti o “mansionari”), perché Ca’ Foscari andasse avanti a testa alta e fosse tra i migliori atenei italiani (almeno, per la parte in cui i CEL possono contribuire a conseguire questi risultati). È altrettanto vero che le diverse amministrazioni di Ca’ Foscari hanno anche, tutto sommato, cercato di “alleviare” la situazione dei CEL in maggior o minor misura.
Con grande tristezza e non senza dispiacere, la categoria CEL ha deciso di limitarsi a svolgere le attività per cui viene pagata per contratto, decisione non semplice che potrebbe voler dire un abbassamento della qualità degli insegnamenti linguistici di tutto l’Ateneo, inevitabili lentezze nelle correzioni degli esami di lingua, un servizio ristretto offerto agli studenti, ecc. Chiediamo quindi ai membri del Senato Accademico di capire che questo cambio di atteggiamento non è mirato a recare alcun danno all’Ateneo o agli studenti cafoscarini, ma a far presente la necessità di risolvere la situazione in cui si trova la categoria.
Inoltre, riteniamo che la situazione in cui si trovano i quasi 70 CEL di Ca’ Foscari e il resto di colleghi CEL nei restanti Atenei Italiani sia insostenibile: dire che i Collaboratori ed Esperti Linguistici non fanno lezioni o che non hanno nessun ruolo didattico è fortemente discutibile. Come categoria, e crediamo di parlare anche a nome dei colleghi operanti in Italia, siamo pienamente in sintonia con le parole che il Rettore Prof. Carraro pronunciò durante il suo discorso d’insediamento il 3 novembre 2009 “Da anni, purtroppo, sono [i CEL] in una situazione svantaggiata dal punto di vista salariale, incomprensibile dal punto di vista della figura giuridica: non sono insegnanti, non sono tecnici. Credo che era un impegno in campagna elettorale , voglio risolvere questa questione e dare a loro uno statuto d’insegnante a Ca’ Foscari che permetta di guadagnare abbastanza e vedere riconosciuto in modo adeguato il lavoro che fanno.” Purtroppo, come indicatoci dallo stesso Rettore, questa soluzione non è possibile a livello locale. Approfittiamo di questo momento per ringraziare ancora il Rettore ed il Prof. Balboni per il lavoro che hanno fatto in favore della categoria, ma che purtroppo non ha potuto concretizzarsi per questioni legali.
A questo punto, chiediamo al Senato Accademico e al Rettore, di includere la questione CEL tra le priorità da risolvere, e di attivare tutti i meccanismi a Vostra disposizione perché venga trovata una soluzione dignitosa al problema, non solo perché siamo convinti che il Senato Accademico condivida le parole del Rettore, ma anche perché questa situazione ci sembra in contrasto con il Codice Etico che Ca’ Foscari si è dato.
Con l’augurio che questa nostra situazione possa trovare una veloce soluzione e, come categoria, possiamo tornare a lavorare con tutta la passione e l’impegno che abbiamo dimostrato negli ultimi decenni.

Porgiamo cordiali saluti i CEL di Ca’ Foscari

È vero che la nostra “protesta” è nata da una delibera del Senato Accademico che modificava il modo di conteggiare le ore in aula, creando di fatto un aumento delle ore da fare da parte dei CEL. Questo cambio è imposto dalla legislazione, e questo ci ha fatto capire che è inutile arrabbiarsi o scontrarsi con Ca’ Foscari, il problema è altrove. Se la situazione legislativa mi dice di andare per una strada, Ca’ Foscari deve andare su quella strada. Ma è anche vero che poi si può decidere come interpretare quella Legge o metterla in atto, posso decidere su quale lato della strada camminare. Ca’ Foscari, molte volte cammina sul lato più comodo ai CEL, ma il problema non è su quale lato camminare, il problema è la strada che tutti siamo costretti a percorrere. Una strada che non convince nessuno, una strada che non rappresenta la realtà delle università italiane e dell’insegnamento delle lingue.

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Cosa vogliono i CEL?

I CEL vogliono una cosa molto semplice: che venga riconosciuto il loro lavoro, quello che fanno e hanno fatto davvero. Questo non vuol dire che i CEL vogliano diventare Docenti, non è così, i CEL chiedono di riconoscere una figura di “Insegnante”, con un contratto, una figura diversa dal Docente e dal Ricercatore (perché sono figure oggettivamente diverse). L’Insegnante Universitario di Lingua Straniera vedrebbe riconosciuta la sua funzione didattica, e questo comporterebbe:

  • Che il “vecchio” CEL fa lezioni ufficiali.
  • Che il “vecchio” CEL fa esami ufficiali.
  • Che lo studente ha un voto e un esame per il corso di lingua pratica, e un voto e un esame per il modulo teorico su quella lingua.

Logicamente, anche lo stipendio del “vecchio” CEL dovrà essere adeguato al lavoro vero svolto, un contratto che prevede uno stipendio di base di 800€ non è dignitoso per chi insegna (perché la dignità viene anche data attraverso lo stipendio, e non solo via giuridica).

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Commenti

  • XVB  Il ottobre 28, 2012 alle 5:33 PM

    Il mio stipendio è di 651 euro lordi, niente 800.

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